mercoledì 28 gennaio 2026

I Principi dell'Apocalisse 22

  Cap. 41 - Nelle Profondità del Tempio Elementale

Ci siamo ritrovati sull’orlo di un baratro infernale e caldissimo, con l’aria che tremava per il fumo e i nostri nervi tesi come corde di violino. Wayne era lì, con il suo carisma spropositato e la mente ormai così affollata da patroni, trinità e voci divine che ci chiedevamo come facesse a non inciampare nei suoi stessi pensieri. Per scendere nel vuoto, siamo saliti su un disco di pietra e abbiamo pronunciato la parola magica "Cenere", scivolando verso il basso mentre il calore aumentava e le pareti rifinite dai nani lasciavano il posto a una roccia viva e selvaggia.


Il coraggio non ci mancava, ma la prudenza sì: Wayne ha mandato avanti il suo Quasit invisibile per perlustrare le ombre, ma la povera creatura è durata quanto un soffio di vento, finendo schiacciata all'istante da una mostruosità alta tre metri con le corna e il fiato che puzzava di fiamme. In un attimo, l'oscurità si è riempita di urla: ci siamo trovati addosso Zegdar, un gruppo di Minotauri e un viscido Nothic di nome Wix, che per un attimo abbiamo"sperato" fosse il caro vecchio Occhio Largo.

La battaglia è stata un caos di eroismo e smadonnamenti poetici. Robin si è scagliato nel mezzo della mischia, vibrando colpi tremendi e usando i suoi smite per punire quegli ammassi di muscoli e corna. Padre Rowan, con la calma di chi ha la fede dalla sua parte, ha evocato un Guardiano della Fede e i suoi Spiriti Guardiani, che vorticavano intorno a noi falciando i nemici come grano maturo. Seyon ha cercato di colpire con i suoi Ice Knife, anche se il vapore bollente della grotta deviava le sue traiettorie gelide verso il soffitto. Nel frattempo, Tequila scattava come uno scoiattolo impazzito, tempestando i giganti di Dardi Incantati e facendo tremare le pareti con uno Shutter devastante. Peccato che i giganti non siano stati... all'altezza! Wayne, tra un dardo di energia oscura e l'altro, chiude i conti con un critico brutale, facendo esplodere l'ultimo minotauro in un mucchio di polvere e ossa.

Finita la mattanza, abbiamo esplorato stanze che puzzavano di bestia e pulci giganti, trovando persino lo scheletro carbonizzato di un Ogre appeso a una croce, una visione che non ha esattamente rallegrato l’atmosfera. Inciampando tra cerchi evocativi Drow ormai in rovina, siamo arrivati davanti a una foschia nerastra, fredda e appiccicosa. Attraversarla è stato un supplizio di nausea e mal di testa per tutti noi, tranne che per Wayne, che ha avuto il coraggio di dire che quel freddo viscido gli ricordava "casa".

Oltre la nebbia, abbiamo scovato un maestoso sarcofago di pietra nera decorato con i simboli dei quattro elementi — aria, terra, fuoco e acqua — e l'inquietante Antico Occhio Elementale. Padre Rowan ha dato prova della sua maestria arcana dispellando un glifo che avrebbe evocato una pericolosa Spada di Mordenkainen, ma quando Wayne ha finalmente forzato il coperchio con i suoi guanti della forza, abbiamo trovato solo polvere e ossa vecchie.


Proseguendo ancora più a fondo, siamo sbucati in una caverna enorme dominata da uno ziggurat e circondata da pozze di catrame in fiamme. Lì, seduto su un coccodrillo gigante, ci aspettava Gar Shatterkeel, il profeta dell'acqua. In quel momento la verità ci ha colpiti come un secchio d’acqua gelata: avevamo sbagliato piano, finendo nel territorio del Culto dell'Onda Schiacciante invece che in quello del Fuoco, proprio come se avessimo sbagliato fermata in un centro commerciale infernale.


Invece di caricarci, Gar ci ha riconosciuti come coloro che hanno ucciso i suoi rivali e ci ha fatto una proposta oscura: giurare fedeltà all'Occhio per ricevere una forza spropositata, la capacità di respirare sott'acqua e il potere necessario a eliminare la nostra vera nemesi, Vanifer. Ora siamo lì, con il sangue fresco che cola dall'altare e un patto col male che pende sulle nostre teste, a chiederci se siamo ancora eroi o solo pedine in una guerra tra culti.

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