Cap. 54 - Il boss dei torrenti tumultuosi e la facile sconfitta di Olhydra da parte di Tequila.
L'odore acre del salmastro e il rombo sordo di una cascata infinita ci accolgono in questa grotta ciclopica, dove il destino sembra volerci annegare in un vortice di follia elementale. Avanziamo con cautela, ma Wayne, guidato da una spavalderia che rasenta l'incoscienza, si spinge oltre, fino a toccare un globo pulsante d'acqua che pare volerlo risucchiare nelle profondità del Piano dell'Acqua. Mentre cerchiamo di capire come non affondare miseramente con le nostre pesanti armature, Wayne intraprende un dialogo surreale con una voce ancestrale che risuona direttamente nella sua mente: è Olhydra, la Principessa del Male Elementale, che gli mostra visioni apocalittiche di un mondo sommerso dove ogni creatura striscia con le branchie. Wayne, con il suo solito carisma sgangherato, non si scompone, dichiarando di essere un emissario di Hoar e minacciando di distruggere il principe elementale stesso se oserà ostacolare la sua volontà.
Il richiamo dell'abisso però è forte e Wayne, cedendo stranamente a una dominazione mentale che ormai accetta quasi come una routine, si volta verso di noi con gli occhi lucidi di un fervore innaturale, urlando a Robin di consegnargli "Annegamento", il famigerato tridente maledetto, convinto che consegnarlo al principe elementale sia la mossa vincente per ottenere delle comode branchie per tutti noi. Tequila, agisce nell'ombra usando una magia di illusione per trarre in inganno il paladino dominato e sottrarre l'arma sacrilega dalle sacche di Robin, scomparendo alla vista mentre un duplicato di lei stessa danza tra i flutti per distrarre i nemici.Robin, stretto nella sua armatura di piastre che lo trascina a fondo come un sasso, cerca di resistere mentre la sua cavalcatura, più saggia del padrone, tenta disperatamente di tenerlo a galla. È in quel momento che dalle acque torbide emerge l'orrore: Yngukulub il Divoratore, un Aboleth ripugnante circondato da servitori crostacei, i Chuul, pronti a stritolarci tra le loro chele.
Lo scontro esplode in un turbinio di bolle e sangue. I Chuul scattano con una velocità innaturale, cercando di trascinare Robin e Wayne negli abissi, mentre un Elementale dell'acqua e dei Coccodrilli giganti si uniscono alla danza macabra. Seyonn interviene con una saggezza stellare, evocando un raggio lunare che squarcia l'oscurità subacquea. Il bagliore del "Moonbeam" investe i nemici, bruciando la carne dell'elementale e incenerendo uno dei Chuul, mentre Wayne, finalmente libero dal giogo mentale grazie al dolore inflitto dai suoi stessi compagni, scatena la sua furia divina. Con un colpo critico devastante, la spada di Wayne trapassa il cranio di un altro Chuul, facendolo esplodere in una nuvola di sangue bruno che oscura la vista. Robin, purtroppo, cade sotto il controllo del Divoratore e si scaglia contro il suo mentore con la spada fiammeggiante.Mentre Tequila, in un momento di puro eroismo, lanciando il Tridente riesce a chiudere il portale di Olhydra. Grazie al suo intervento, si spezza il legame psichico di Robin, che rinvigorito dalle cure di Padre Orso, si scaglia contro l'Aboleth con una serie di fendenti feroci, mentre Wayne cavalca il suo destriero verso il mostro tentacolato, colpendolo ripetutamente finché l'essere non rantola nel fango del lago mettendo fine al regno del Divoratore, le cui membra si arricciano e sprofondano nel buio.
Tequila, presa da entusiasmo, decide di lanciare un incantesimo di grande stile per finire i nemici rimasti. Peccato che, nel calcolare la traiettoria con precisione millimetrica, finisca per scivolare su una chiazza di muco lasciata dall'Aboleth e finendo per baciare il terreno con il naso, lanciando così il dardo magico direttamente contro un povero coccodrillo che passava di lì per caso, lasciando noi a chiederci se la sua corona sia solo un ornamento per nascondere i bernoccoli.
Alla fine, con il cuore ancora in gola e le vesti inzuppate, ci guardiamo intorno speranzosi, pronti a raccogliere i frutti di tanta fatica e pericolo. Ispezioniamo ogni anfratto della grotta fangosa, setacciamo il fondo melmoso del lago e frughiamo persino tra i resti disgustosi dei mostri abbattuti. Peccato che, nonostante l'epica battaglia e il rischio di annegamento, l'unica cosa che troviamo sia un mucchio di fango, ossa vecchie e alghe puzzolenti, lasciandoci con le tasche vuote e l'amaro in bocca.





















