martedì 24 febbraio 2026

I Principi dell'Apocalisse 32

Cap. 51 -  I prigionieri liberati, l'incontro con Halinaxus e il combattimento con Vanifer

Restiamo vigili nelle profondità del Colosso Gemente, mentre l'aria densa di calore ci schiaccia i polmoni e il riverbero della lava proietta ombre inquietanti sulle pareti di basalto, circondati dai prigionieri che abbiamo appena tratto in salvo: Carlos e Jarlee, mercanti carovanieri di Waterdeep che ancora tremano per la prigionia, la fiera Dirana dell'Onda Schiacciante, che ci fornisce una mappa dei Torrenti Tumultuosi, e Theresiel, un'elfa druida della luna che, riconosciuto il simbolo dell'Enclave di Smeraldo addosso a Robin,  ci parla con voce rauca di semi sacri da portare all'Abbazia di Goldenfield.


La nostra Maga e Principessa di Valoria, Tequila, in un gesto di regale bizzarria che mescola altruismo e ironia, decide di affidare il suo famiglio Spritzy, che per l'occasione assume le fattezze di un gatto, ai mercanti affinché li guidi e durante la risalita verso la superficie. A proteggere i prigionieri liberati, ci penserà Stuzzafame (!), sorto come d'incanto quasi completamente nudo da una pozza di lava, accompagnato dai residui Cavalieri di Valoria, mentre il Comandante Meeno Estrown resta al nostro fianco, osservando con un misto di orgoglio e apprensione suo figlio Robin Coconut che impugna con rinnovata fermezza la sua spada Artiglio.

Saliamo al Fano dell'Occhio Elementale per riposare. Al risveglio, osserviamo Seyon risvegliarsi dalla sua meditazione scosso e madido di sudore, come se fosse appena fuggito da una battaglia invisibile che ha avuto luogo solo nella sua mente. Egli ci rivela di aver finalmente ricomposto alcuni dei frammenti che lo tormentano, riportandoci con le sue parole a Morgard, la capitale di Loriaxis, un regno che la magia stessa sembra voler strappare alla nostra memoria collettiva. Nella sua visione, egli rivede se stesso da bambino mentre gioca felice in una piazza splendente, circondato da altri bambini, proprio di fronte a un palazzo di incredibile bellezza che rappresentava il cuore pulsante della sua civiltà. Tuttavia, la luce di quei ricordi idilliaci viene improvvisamente soffocata dall'oscurità: il palazzo, identificato come il Bastione dell'Alba, si trasforma davanti ai suoi occhi in una Torre Nera (o una fortezza cupa che egli chiama con incertezza "Ombrafulgido" o "Ombrafuligginoso"), diventando un luogo di dolore e un portatore di fani oscuri. Il nostro Druido delle Stelle accenna anche alle figure del Circolo dei Druidi di Loriaxis, confermando che la sua terra non è solo un vago sogno, ma un regno reale che è stato corrotto e trasformato in un baluardo delle tenebre. Questa visione, per quanto disturbante, ci ricorda che il male che stiamo affrontando ha radici profonde e che il destino del nostro compagno è indissolubilmente legato alla caduta di quella torre che un tempo splendeva sotto il sole.

Mentre ci prepariamo alla discesa finale verso il cuore del tempio, pronunciamo con solennità la parola magica "Cenere" e l'ascensore di pietra si rimette in moto, trascinandoci verso un livello dove il calore smette di essere fastidio per diventare tormento; qui Wayne Kersey, il nostro PalaNero, rifulge nella sua nuova armatura d'ebano mentre medita sui precetti di Hoar, sentendo il peso della missione per la figlia Elena Mya Kersey farsi sempre più concreto. 

All'improvviso, tra gli spunti di roccia e i fumi tossici, plana davanti a noi Halinaxus, un drago rosso che non ha ancora l'imponenza di un antico ma possiede una malvagità affilata come i suoi artigli; Wayne, dimostrando una diplomazia senza precedenti, negozia con la bestia offrendo gemme, seleniti e monete d'oro per evitare un conflitto inutile, convincendo Halinaxus a restare neutrale mentre noi ci dirigiamo a sterminare Vanifer e il Culto del Fuoco. Avanziamo sulla passerella sospesa sulla lava, dove le Salamandre e i Serpenti di Fuoco osservano la nostra marcia senza intervenire, anche perché hanno esaurito le loro lance, e superiamo la caverna circolare. 

Ci ritroviamo in una titanica caverna dominata da un vasto lago di magma che ondeggia dolcemente, al centro del quale si protende un sentiero naturale di roccia grezza. Il percorso conduce a un solenne altare di pietra nera vetrosa, incorniciato da due pilastri ricurvi della stessa sostanza. Alle spalle dell'altare emerge dalla lava un colosso monumentale, ritratto in un’espressione di eterna agonia con fiumi di magma che sgorgano dagli occhi e dalla bocca spalancata. A coronare questa visione spettrale, un sole in miniatura circondato da scintille fluttua sopra la testa della statua, illuminando l'immensa cavità che si estende fino a trenta metri d'altezza.

Davanti a noi si staglia finalmente Vanifer, la profetessa del fuoco, con la sua pelle rossa e le corna che sfidano il calore, mentre l'elementale Incinerat le ruota attorno come una tempesta di fiamme vivente; la battaglia scoppia quando lei grida "Sia lode al cuore di fuoco!" e un muro di fuoco taglia a metà la nostra avanzata. Ma Rowan, il nostro Padre Orso, compie un'azione di pura maestosità spirituale lanciando un incantesimo di Banishment che spedisce Incinerat direttamente nel piano elementale del fuoco, eliminando la minaccia più grossa con un solo gesto di fede incrollabile. Wayne si scaglia contro la profetessa come una saetta nera, colpendo Vanifer con un fendente critico che sprigiona la luce di Hoar, trafiggendo la sua carne e scatenando un'energia radiante che fa vibrare le fondamenta stesse del Colosso, dimostrando come il suo spirito sia ormai forgiato nella vendetta più pura.

Il Druido delle Stelle Seyon, nonostante la mancanza di luce astrale, incanala il potere del cosmo e scaglia un dardo radiante che colpisce la tiefling con precisione millimetrica, provando che la sua connessione con le costellazioni è più forte dei ricordi perduti di Loriaxis che ancora lo perseguitano. Quando Vanifer, ormai agonizzante, tenta un ultimo disperato teletrasporto nella lava per maledirci, Robin sferra il colpo di grazia che la trasforma in polvere; in quell'istante, la lama di Artiglio diventa incandescente, mutando forma e rinasce come Artiglio di Robin Estrown, un'arma leggendaria intrisa di fuoco che segna la sua definitiva maturazione guerriera sotto gli occhi commossi di suo padre Meeno. Recuperiamo il pugnale sacro Colpo Ardente, un oggetto che trasuda malvagità, e Tequila, con una padronanza arcana che fonde ingegno e prudenza, usa la sua Mano Magica per guidare l'arma all'interno del sole in miniatura che fluttua sopra il Colosso, scatenando un'implosione che sigilla per sempre il portale e mette fine all'influenza di Imix, il Principe del Fuoco, in questo mondo. 

Ci allontaniamo trionfanti verso l'alto, lasciandoci alle spalle il fragore del magma e la certezza che, nonostante la comicità dei nostri difetti, siamo diventati i veri flagelli dei culti elementali. L'implosione del portale, ha interrotto il collegamento tra il mondo materiale e il piano elementale del fuoco. Questo significa che il principe elementale Imix non può più interagire direttamente con questo piano o influenzare le menti dei presenti; infatti, tutti coloro che sentivano la sua voce ossessiva nei propri pensieri avvertono un immediato senso di sollievo e silenzio. Il drago rosso Halinaxus, vedendo che Vanifer è stata sconfitta e il portale chiuso, decide di onorare il patto di non interferenza stretto con Wayne e si allontana in volo, abbandonando il Colosso Gemente: l'energia residua del portale è svanita, lasciando il Colosso come una silente tomba di basalto e lava.

I Principi dell'Apocalisse 31

 Cap. 50 - Il colosso di fuoco, la stanza dei teschi e il lago di lava e salamandre

Scivoliamo lungo un cunicolo ripido mentre il calore del Colosso Gemente si fa insopportabile e l'aria diventa densa dell'odore di pollo bruciacchiato, segno che i nostri peli esposti stanno cedendo alla temperatura infernale di questo livello sotto il Fano dell'Occhio. 

Entriamo in una camera dal pavimento convesso dove dozzine di teschi anneriti ardono di fiammelle magiche multicolori, proiettando luci spettrali sulle pareti; qui la nostra incantatrice, la Principessa Tequila (o Stan, a seconda dell'umore di Wayne, che non si ricorda mai chi ha di fronte!) respira a pieni polmoni la pesante aria che si rivela essere un cumulo di esalazioni venefiche che si sono concentrate nella stanza!

Ci diamo una mossa e attraversiamo la stanza di corsa per sfuggire alle esalazioni venefiche che ci bruciano i polmoni e ci causano violenti conati di vomito, dirigendoci verso una passerella di metallo sospesa su un abisso di lava ribollente, dove le Salamandre e i Serpenti di Fuoco sguazzano pronti all'attacco. Seyon, il nostro Druido delle Stelle, dimostra una crescita straordinaria nel controllo delle forme primordiali trasformandosi in una maestosa Aquila Gigante Celestiale per sorvolare il pericolo, mentre il nostro Paladino, Wayne Kersey, guida la carica nonostante la spossatezza e i polmoni provati dal fumo (essendo già tisico di natura...). Le salamandre scagliano lance contro di noi fino ad esaurirle, e allora lanciano gli utilissimi Serpenti!

Passiamo oltre sudando come dei caimani (Robin in particolare!) e raggiungiamo una sala circolare decorata con maestosi arazzi di rame battuto a mano dall'ineffabile artista Talik Alamood, dove alcuni Eternal Flame Priests e Razorblast stanno pregando; qui il nostro Vendicatore in Nero, Wayne, compie una scelta cruciale per la sua crescita spirituale, nonché del tutto lontana dal suo solito modo di agire: invece di scatenare un massacro, sfida il loro campione, il Razorblast Prink, a un duello sacro per dimostrare la superiorità del dio Hoar
Mentre lo scontro infuria, la spada di Wayne inizia a brillare di una luce sfarzosa, fondendo i simboli di Valoria e della vendetta in un'unica arma incantata ancora più potente che riduce il nemico in polvere e spinge i cultisti terrorizzati a convertirsi alla nostra causa. 

All'improvviso appare un imponente Efreeti che ci maledice e scaglia fiamme devastanti, ma viene contrastato dall'arrivo del Comandante Meeno Estrown, il padre di Robin, che irrompe nella mischia con i suoi cavalieri di Valoria per dare man forte alla sua Principessa. Rowan, il nostro Padre Orso, si erge come un pilastro incrollabile della fede,  per respingere i colpi del genio mentre le sue preghiere rigenerano le nostre membra martoriate. 

Sconfitto l'elementale, esploriamo le stanze private di Vanifer ricolme di sculture osé, ma la nostra attenzione si sposta sui prigionieri della Delegazione di Mirabar, tra cui due mercanti, Carlos e Jarlee, una druida elfa, Theresiel, e una Cultista dell'Acqua, Dirana, rinchiusi dietro un muro di fuoco permanente. Seyon, sebbene stremato ed esausto, compie un atto di volontà pura lanciando un Dispel Magic perfetto che dissolve le fiamme, permettendo la liberazione delle anime sfortunate. 

La nostra marcia viene però interrotta da quattro Flame Skull che emergono dalle nicchie scagliando palle di fuoco devastanti; l'esplosione investe il gruppo e proprio il povero Seyon cade a terra privo di sensi, mentre il comandante Meeno e i cavalieri si sacrificano per fare scudo ai prigionieri. In un ultimo sforzo eroico, Wayne abbatte i teschi volanti a colpi di spadone mentre Rowan e Tequila sigillano i resti con l'acqua santa per impedire che tornino a rigenerarsi (non come aveano fatto Robin e Stuzzafame, vero??), riportando infine i sopravvissuti verso la salvezza.

lunedì 9 febbraio 2026

I Principi dell'Apocalisse 30

 Cap. 49 - La discesa nel Colosso Gemente: Razorblast, Fire Giant e Roper di magma.

Giunti finalmente di nuovo al Fano dell'Occhio, pronunciamo la parola arcana "Cenere" (senza "Brace", che è il comando per salire! Vero Stan??) e il disco di pietra ci trascina nelle profondità soffocanti del Colosso Gemente, dove l'aria vibra per il calore e la lava ribolle a pochi centimetri dai nostri stivali, segnando l'inizio di una discesa che mette a dura prova i nostri nervi e la nostra stabilità. 
In questo inferno sotterraneo, assistiamo a un fenomeno inquietante: Tequila viene colpita da un improvviso mancamento tra le braccia di Robin e riceve una visione profetica che ci avverte di tenere le armi dei profeti "lontane dal varco che attende il vuoto arcano", poiché solo così il potere del male elementale potrà essere ridotto in cenere. 
In quel momento, la nostra incantatrice si sente investita di una sacralità cosmica, convinta di essere diventata il recettore prescelto di segreti divini, peccato che per il resto di noi sia stato solo il suo deretano a fungere da antenna per captare messaggi confusi mentre lei giaceva svenuta. 

Non abbiamo però tempo per le risate, perché un Razorblast sorveglia la zona: Seyon mostra la sua crescita nel controllo delle forme primordiali trasformandosi in una maestosa Aquila Gigante Celestiale, planando silenzioso dietro il nemico, mentre Rowan dimostra una vigoria fisica mai vista prima, calzando i Guanti del Potere Orchesco e impugnando Lightbringer per colpire con una forza che fa tremare le pareti di basalto. In un impeto di coraggio inaspettato,

Tequila sguaina il suo temibilissimo pugnale e sferra la sua prima coltellata dopo mesi di avventure, squarciando la difesa del nemico tra il nostro stupore generale. Ma l'eroismo si trasforma subito in farsa quando Robin, nel tentativo di eseguire un suplex leggendario per scaraventare il Razorblast nella lava, fallisce la presa e precipita lui stesso nel magma bollente; il calore atroce investe il ragazzo, facendolo gridare mentre la pelle brucia e l'armatura diventa rovente, finché Wayne non interviene con un tiro di forza prodigioso, ripescandolo dalle fiamme prima che il fuoco lo consumi del tutto. 

La battaglia si infittisce quando un Flame Wrath scaglia una Fireball devastante che ci avvolge in un'esplosione di fiamme, ma la determinazione di Wayne è incrollabile: avvolto nel suo nuovo mantello nero da vendicatore, incassa il colpo e martella i nemici con colpi di disprezzo divino alimentati dalla forza di Hoar. Mentre Tequila trova una piastra d'ottone sulla parete e la schiaccia, facendo emergere delle piattaforme dalla lava per darci respiro, un Gigante di Fuoco si alza dal suo giaciglio e ci bersaglia con rocce colossali che colpiscono Wayne con un impatto brutale, lasciandolo ammaccato ma ancora in piedi, mentre Robin vive un altro momento di sventura vedendo la sua spada Artiglio sfuggirgli di mano e volare lontano tra le rocce. 

Rowan funge da pilastro del gruppo, invocando un Guardiano della Fede e scatenando energie curative che leniscono le nostre bruciature profonde e ci ridanno vigore, permettendo a Seyon di mantenere la sua concentrazione e di colpire il gigante con fulmini stellari e dardi di freddo che ghiacciano la pelle rovente del colosso. 

Dopo aver abbattuto il gigante e i sacerdoti, Wayne compie una scelta che segna la sua evoluzione come guida spirituale: cattura l'ultimo superstite, Kyle (detto Wulcar), e invece di giustiziarlo lo converte alla via della vendetta di Hoar, imprimendogli un marchio magico sulla fronte e mandandolo verso Phandalin come un uomo nuovo. La nostra curiosità però ci tradisce quando Robin suona un gong di bronzo, risvegliando un Molten Magma Roper, un fustigatore di magma dalle dimensioni spaventose che ci ghermisce con tentacoli lunghi quindici metri; Wayne riesce a scampare alla morsa letale grazie a un rapido Misty Step, mentre Robin viene afferrato per il collo e quasi trascinato nell'abisso, riuscendo a liberarsi solo con un ultimo sforzo disperato prima che le spire infuocate lo stritolino. Fuggiamo verso l'alto, con i polmoni che bruciano per i fumi tossici e la consapevolezza che ogni nostra gesta, per quanto maldestra, ci sta portando sempre più vicini al cuore dell'apocalisse.

domenica 8 febbraio 2026

I Principi dell'Apocalisse 29

 Cap. 48 - Dopo le rivelazioni a Beliard il party torna verso il Fano, e Wayne torna puro paladino di Hoar.

Siamo tornati alla fattoria di Beliard ancora sporchi del sangue dei cultisti del fuoco, degli Azer e degli elementali che abbiamo appena abbattuto con l’aiuto di quegli assurdi zombie richiamati dal necromante, portando con noi il corpo semibruciacchiato di Kost che ora giace su una brandina accanto a Thalrin sotto le cure della chierica mezzelfa Chalissa

In questa infermeria improvvisata tra paglia e cavalli, Tequila ha compiuto un passo enorme nella sua crescita personale: lei, che odiava Kost con tutta se stessa (e non si capiva nemmeno il perché...), ha deciso di mettere da parte il rancore e di scusarsi per il bene comune, dimostrando che il suo allineamento "buono" non è solo un’etichetta ma una scelta consapevole, anche se ammette che quel "segreto" sulla sua identità non era poi così difficile da mantenere visto che non aveva molti attributi maschili da nascondere. 

Mentre Rowan collaborava con Chalissa usando la sua fede per rigenerare la pelle bruciata di Kost e per curare tutti gli abitanti di Beliard in difficoltà, abbiamo scoperto la verità su Valoria, la città-stato famosa per le armi (e le barbabietole), di cui Tequila è ufficialmente la principessa e Thalrin il mago di corte caduto in disgrazia per colpa di una matrigna manipolatrice che ha plagiato la mente del Re. 

Kost, rivelatosi un reietto di Thay che cerca di rovesciare i maghi potenti della sua terra, ci ha messo in guardia sulla Triade Oscura composta dai demoni Xel'arion, Vashnar e Zarinda, mentre Seyon ha saggiamente rifiutato di farsi possedere mentalmente dal necromante per recuperare la memoria, preferendo i suoi soliti "alberi" da fumare per gestire le visioni del demone viola dalle corna argentate che lo perseguita. 

In questo clima di rivelazioni, Wayne è sprofondato in una meditazione oscura comunicando con la sua divinità Hoar, per poi riemergere trasformato: ora indossa un’armatura nera lucente, impugna una Greatsword valoriana e cavalca Black Queen, una nuova monta evocata per sostituire il vecchio incubo corrotto (il lupo Federico, ricordiamolo...). 

Abbiamo lasciato Beliard insieme a Meeno e alla sua piccola legione di Valoriani (a proposito, il rapporto con suo figlio Robin è sempre profondo e carico di emozioni...) per tornare verso il Fano dell'Occhio, decisi tra l'altro a rendere omaggio alla tomba del nano Hendrel Foebreaker... 

Ma il viaggio viene sconvolto da terremoti e acquazzoni che sembrano annunciare l'apocalisse. Tra le colline abbiamo sorpreso due Vermoni Viola giganti intenti a banchettare con dei mercanti e un bambino; in un atto di puro eroismo epico, Tequila si è lanciata con un Dimension Door per trarre in salvo il piccolo, convinta in quel momento di essere la salvatrice più aggraziata e nobile della storia,. Peccato che poco dopo abbia cercato di usare l'altro superstite, il secondo padre del bimbo, come scudo umano per proteggersi dalle fauci della bestia! 

Mentre Seyon scatenava una tempesta di fulmini e saette stellari dal cielo e Robin caricava i mostri con fendenti brutali che staccavano scaglie e corna, Wayne ha compiuto un'impresa leggendaria teletrasportandosi con la sua cavalcatura nel cuore della mischia per sferrare un colpo critico intriso di smite divino che ha fatto esplodere il primo vermone in una pioggia di sangue violaceo. Rowan, pilastro incrollabile del gruppo, ha protetto le nostre vite curando le ferite da veleno che stavano corrodendo la carne di Wayne e Robin, permettendoci di mettere in fuga il secondo verme che è sparito sottoterra portandosi via un povero mercante. 

Dopo la battaglia, Wayne ha squartato la pancia del mostro caduto per risvegliare la sua lama magica, seguendo il comando di Hoar di strappare la vita a una creatura velenosa. Il rinnovato Paladino affida poi a Rowan i Guanti del Potere Orchesco e Lightbringer, dal momento che ormai lui vuol fare affidamento totale alla forza di Hoar.

E mentre Wayne grida profezie sulla vendetta e sulle anime smarrite da ricondurre alla luce, ci prepariamo a scendere di nuovo nell'abisso, consapevoli che la nostra crescita come eroi passa tanto per i colpi di spada quanto per la capacità di sopportare le crisi d'identità del nostro paladino della melma

I Principi dell'Apocalisse 28

 Cap. 47 - L'assedio di Beliard, Wayne insegue la vendetta, compare Kost e Meeno ripulisce la cittadina.

Siamo arrivati nella cittadina di Beliard con il fiato corto, rincorrendo ombre di cultisti che sembravano svanite nel nulla, solo per ritrovarci in una fattoria davanti a Thalrin, ormai ridotto a un guscio bavoso che mormorava di Valoria e di principesse da salvare mentre noi cercavamo risposte tra i suoi mugugni.

Tequila, con la sua solita curiosità arcana e una punta di arroganza intellettuale, ha cercato di penetrare la mente annebbiata dell'infermo con la telepatia e ha lanciato un Augurio che ci ha raggelato il sangue: morte e rovina erano alle porte, preannunciate da una figura nel buio il cui ruolo sarebbe stato svelato solo dal tempo. 

Non appena varchiamo la soglia della fattoria, l'aria si fa fatta secca e rovente, come se il villaggio venisse prosciugato da un calore innaturale, e vediamo le fiamme divampare nel centro della piazza mentre i Cultisti del Fuoco trascinano via i cittadini per sacrificarli portandoli verso il Globo Fiammeggiante della Distruzione (che era il contenuto dello Scrigno di cui ci avevano parlato i popolani).

In questo scenario apocalittico, agiamo come un unico organismo, sostenuti dalla fede di Rowan che ci protegge con una benedizione vitale, mentre Seyon, nonostante la sua pelle pallida soffrisse per la mancanza di luce stellare e i suoi pensieri fossero rivolti a sogni di demoni viola, invocava fulmini dal cielo con un Call Lightning per punire gli invasori. 

Wayne, il nostro Lockadino che ormai gestisce un traffico mentale di divinità degno di un mercato rionale, è balzato in groppa al suo fedele lupo Federico e si è teletrasportato nel cuore della mischia per affrontare un Elementale del Fuoco massiccio che il destino, o forse il delirio del momento, ha battezzato "Pino". 

Tequila ha dimostrato una padronanza distruttiva senza precedenti, scatenando una tempesta di ghiaccio e raffiche di Magic Missile contro i Razorblast e i Cultisti, mentre Robin, rapido come il vento grazie a un incantesimo di Haste, recideva le linee nemiche con il suo spadone per salvare i contadini legati. Durante il caos, Tequila è rimasta convinta per un istante che Robin le avesse dato un bacio appassionato per infonderle coraggio prima di scagliarsi tra le fiamme; peccato che fosse solo una manovra tattica di iniziativa concordata per scambiare i turni e permetterle di lanciare i suoi incantesimi prima dei nemici. 

Wayne ha vissuto un momento di pura trascendenza epica quando il suo patrono Hoar, apparendogli in visione su un trono corazzato, gli ha mostrato il volto dell'assassino di sua moglie e del rapitore di sua figlia, trasformando il combattimento in una crociata personale di vendetta contro la Flame Wrath che guidava l'assalto. 

Mentre gli Azer sghignazzavano tra le case in fiamme, sullo sfondo delle colline è apparso Kost, il necromante dalle vesti rosse, che ha scatenato i suoi zombie per aiutare i villici a fuggire, diventando un alleato tanto inaspettato quanto inquietante mentre un meteorite incandescente minacciava di schiacciare la città. Seyon ha dato prova di una crescita straordinaria nel controllo degli elementi, evocando uno spirito dell'acqua che ha lottato contro Pino in un duello di vapore, mentre Rowan rimaneva saldo come una quercia, usando la sua magia per separare le acque e proteggerci dai pericoli più insidiosi.

Nonostante la Flame Wrath cercasse di irretire la mente di Wayne con pattern ipnotici e suggerimenti fallaci su principesse sconosciute, il nostro paladino ha sferrato un colpo finale intriso di disprezzo divino e potere oscuro, riducendo il nemico al silenzio eterno e recuperando energia dalla sua stessa vita. 

Robin, con un'ultima corsa eroica che ha sfidato la caduta di un meteorite colossale, ha tratto in salvo il necromante Kost caricandoselo sulle spalle un istante prima che la collina venisse polverizzata, un gesto che ha suggellato la nostra vittoria.


L'arrivo provvidenziale dei Cavalieri di Valoria, guidati da Meeno, ha segnato la fine dell'assedio di Beliard, lasciandoci a curare le ferite tra le macerie mentre Wayne trovava finalmente una pace interiore tanto agognata quanto fragile, osservando l'anima del suo nemico finire nelle mani implacabili di Hoar.

I Principi dell'Apocalisse 27

 Cap. 46 - Il massacro dei Lizardfolk, Stequila si tuffa (era un tuffo!), e il ritorno a Beliard.


Siamo ormai immersi da giorni nell'oscurità del Fano dell'Occhio, un antico tempio consacrato a divinità dimenticate dove l'aria sa di polvere e magia stantia, mentre discutiamo se la parola "Fano" sia un termine architettonico o solo un modo complicato per dire che siamo di nuovo nei guai. 

Sentiamo il fragore di passi e il tintinnio di armature pesanti provenire da una caverna vicina, così Tequila decide di inviare il suo fedele Spritzy a perlustrare il buio, scoprendo una tribù di Lizardfolk, i Fauci Nere, fedeli del Culto dell'Acqua e avversari di Gar stesso. Tra loro spicca Drexa, un capo imponente armato di tridente e adornato da una corona rudimentale, circondato da guerrieri scagliosi e da uno sciamano pronto a tessere incantesimi. 
Invece di tentare un approccio diplomatico, Wayne decide di mettere alla prova il suo carisma intimidatorio, promettendo ai rettili una scia di sangue così spaventosa da non lasciare loro altra scelta se non quella di attaccarci in massa. 

Fantastico! La battaglia che ne segue è un tripudio di poteri elementali: Tequila scatena una Ice Storm devastante, dimostrando una crescita straordinaria nella gestione della sua magia distruttiva e trasformando il campo di battaglia in una distesa di ghiaccio e ossa rotte. Mentre Wayne, il Lockadino sempre più in bilico tra la luce divina e i sussurri oscuri dei suoi numerosi patroni, si scaglia nella mischia con la sua spada infuocata, Rowan si erge come un pilastro incrollabile della nostra fede, usando la sua mazza per respingere gli assalti nemici e mantenendo la posizione con una fermezza ammirevole. Seyon, dal canto suo, dà prova di una precisione chirurgica, invocando fulmini stellari e nuvole magiche che colpiscono i Lizardfolk con precisione millimetrica, evitando accuratamente di arrostire i suoi compagni. Robin, in un impeto di puro eroismo marziale, chiude lo scontro con una serie di colpi critici che mozzano il fiato e la testa ai nemici, lasciando Drexa a terra in un mare di sangue verde. 

Dopo aver saccheggiato il tesoro dei Fauci Nere, Wayne recupera il tridente di Drexa e, attraverso una preghiera sussurrata al suo patrono Hoar, lo trasforma nel Trident of Vengeance, un'arma oscura che segna un passo definitivo nel suo inquietante cammino di crescita interiore. 

Proseguiamo fino a una cascata sotterranea dove l'acqua sembra brillare di una luce sinistra; qui Tequila, spinta da una curiosità insaziabile, decide di immergere una mano nel ruscello per carpirne i segreti arcani. In quel momento, la nostra Tequila crede di aver finalmente trovato un antico dono degli spiriti acquatici: peccato che fosse la mano gelida di un Water Weird che la afferra per trascinarla sul fondo e annegarla senza troppi complimenti. Robin si tuffa subito dietro in suo soccorso: la situazione precipita nel caos! 
Ma Rowan reagisce con la maestosità di un patriarca antico, usando Control Water per separare le correnti come se fossimo davanti al Mar Rosso e permettendoci di combattere all'asciutto. Seyon abbraccia la sua natura mutaforma trasformandosi in un Giant Octopus per lottare contro gli esseri d'acqua invisibili, mentre Wayne evoca un coccodrillo da monta per salvare Tequila dalle grinfie degli elementali. 

Dopo aver messo in fuga le creature acquatiche, a Tequila tra l'altro viene in mente un'altra bellissima idea: lanciare una palla di fuoco nella grotta dei funghi, creando un'immensa esplosione agevolata dalle spore rilasciata dai funghi stessi. La maga viene sbalzata via, e solo grazie a un Gust of Wind combinato di Seyon e Tequila si sistema la situazione.

Prima di proseguire verso il basso, decidiamo che è tempo di rivedere la luce del sole e ci dirigiamo verso la superficie. Passiamo attraverso il Tempio del Fuoco, e una volta fuori, vicino al Passaggio di Larch, incrociamo dei popolani, che ci segnalano che una decina di Cultisti stava trasportando uno scrigno diretti a Beliard.

Prendiamo allora quella direzione, verso la cittadina di Beliard. Qui ritroviamo Thalrin ancora incosciente sotto le cure della sacerdotessa Charissa; Wayne, sospettoso di ogni cosa e sempre più autoritario nelle sue scelte, impone una Zone of Truth e usa il suo potere della "Verità Assoluta" per interrogare la donna, dimostrando che la sua evoluzione lo sta portando verso una giustizia inflessibile e priva di dubbi. La giornata si conclude con Wayne che tenta di usare il suo carisma travolgente per sedurre la sacerdotessa, ricordandoci che nonostante le nostre epiche gesta e la crescita dei nostri poteri, siamo ancora un gruppo di avventurieri decisamente sopra le righe

I Principi dell'Apocalisse 26

Cap. 45 - L'ingresso alle caverne e al Tempio dell'Aria, la liberazione di 3 schiavi e il racconto di Padre Rowan.

Avanziamo da giorni nelle viscere opprimenti del Fano dell'Occhio, perdendo ormai ogni cognizione del tempo e delle stelle, con i nostri sensi aggrediti dal tanfo di morte e l'umidità che ci gela le ossa. Camminiamo tra corridoi che mescolano la finezza dell'architettura nanica alla rozzezza drow, mentre Seyon lotta contro frammenti di una memoria perduta, vedendo nei suoi sogni un demone viola dalle corna d'argento e bambini in fuga da una città che somiglia troppo alla lontana Loriaxis

Dopo aver abbattuto alcuni Elementali dell'Aria tra cumuli di cadaveri scarnificati, ci ritroviamo davanti a una cortina di nebbia appiccicosa e maleodorante che sembra nutrirsi dei nostri pensieri più cupi; qui Wayne, il nostro paladino dal carisma travolgente e dalla mente ormai affollata da troppi patroni divini, brandisce con solennità la sua mazza Lightbringer, la cui luce solare squarcia l'oscurità e ci guida sani e salvi oltre la soglia. 

Sbuchiamo in una caverna immensa, alta trenta metri, dove un canto melodioso e letale risuona nell'eco delle pareti; Seyon dimostra la sua connessione con la furia della natura invocando un Call Lightning che fa scendere fulmini ruggenti dal soffitto della grotta, illuminando a giorno le sagome delle Arpie che si staccano dalle crepe rocciose. Nel mezzo del combattimento, Tequila cade vittima del canto delle arpie e, in un momento di totale confusione sognante, si convince che il giovane Robin le stia finalmente dedicando una meravigliosa e romantica serenata. 
Peccato che la realtà fosse decisamente meno poetica, poiché quel suono era in verità un incanto mortale destinato ad attirarla verso i nidi delle creature per trasformarla in un pasto scarnificato, venendo salvata solo dal tempestivo intervento di Padre Rowan che ha usato la sua fede per spezzare il delirio amoroso, lanciando un Calm Emotions che sopprime la magia del canto e ci restituisce la nostra compagna proprio mentre stava per arrampicarsi sulle pareti in preda a un delirio amoroso. 
Libera dall'incanto, Tequila scaglia con precisione raffiche di Magic Missile che trafiggono le ali delle creature, stonando il loro canto armonioso con grida di dolore, mentre Wayne si erge come un faro di coraggio infondendoci, con la sola sua presenza, la forza di resistere a ogni orrore mentale. È allora che Robin compie il suo gesto più epico: con un balzo atletico e un fendente brutale, intercetta un'arpia in picchiata e le recide di netto la testa prima che possa ghermirlo, lasciando che il corpo disarticolato cada ai nostri piedi come un inutile ammasso di piume e ossa. 

Proseguendo l'esplorazione, tra una discussione su lavastoviglie dimenticate e le camicie da stirare che ancora ci tengono legati alla banalità del mondo esterno, troviamo ai piedi di una scalinata formata da ossa fossilizzate di un verme gigante cinque strani zaini di cuoio. Qui Tequila dimostra la sua crescita intellettuale e la sua pazienza, trascorrendo preziosi minuti a identificare gli oggetti: scopre che si tratta di Zaini Mongolfiera contenenti spiriti elementali capaci di farci levitare o di salvarci da cadute mortali, un dono che accogliamo con un misto di sollievo e scetticismo. 

Ci spingiamo poi in una caverna dove la foschia si alza dal pavimento come in una palude spettrale, trovando tre prigionieri smagriti e incatenati alle pareti, tra cui un marinaio di nome Marco. 

Mentre prestiamo soccorso ai moribondi, Rowan si apre con noi rivelando un frammento del suo passato a Kalimshan, raccontandoci di schiavi ribelli e maghi rossi, e di come la sua fede in Tir lo abbia spronato a non fuggire mai dalla propria morale, anche quando la fame e il fallimento sembrano l'unica via d'uscita. Ispirati dal suo racconto, decidiamo di liberare non solo il marinaio ma anche due cultisti del fuoco, che Tequila convince con la sua dialettica a rinnegare la follia del culto per tornare alle loro famiglie. 
Ora, rinvigoriti da questo gesto di umanità e armati della nostra solita, scanzonata determinazione,  mentre ci avviciniamo a una cascata impetuosa e sentiamo il rumore di armature che avanzano nell'ombra, siamo pronti ad affrontare ciò che resta dei culti di Vanifer e Marlos, consapevoli che ogni nostra scelta, dalla profanazione accidentale di una tomba nanica alla salvezza di un marinaio, sta plasmando il destino della Valle di Dessarin.

I Principi dell'Apocalisse 32

Cap. 51 -  I prigionieri liberati, l'incontro con Halinaxus e il combattimento con Vanifer Restiamo vigili nelle profondità del Colosso ...