mercoledì 25 febbraio 2026

I Principi dell'Apocalisse 33

Cap. 52 -  La discesa verso i torrenti tumultuosi e la ride delle bolle.

Ci lasciamo alle spalle il calore soffocante del Colosso Gemente dopo aver permesso al drago rosso Halinaxus di sparire verso l'alto con il nostro oro e la statuina elfica tanto cara a Tequila, e ci concediamo un lungo riposo riparatore tra le mura del Fano dell'Occhio per recuperare le forze.

Ripartiamo verso i Torrenti Tumultuosi, dove una cascata fragorosa alimenta un bacino muschioso e globi d'acqua magica fluttuano a mezz'aria come ascensori arcani, pronti a trasportarci nelle profondità. Stequila si avvicina a una di queste bolle e, con la curiosità che la contraddistingue, tocca la superficie traslucida, aspettando non si sa bene quale reazione da parte del globo magico, e venendo avvolta dall'acqua e sollevata con una grazia che pareva preludere a una padronanza totale del trasporto planare. Peccato che la sua coordinazione la tradisca quasi subito, facendola scivolare fuori dal globo come un sacco di patate per finire inzuppata nell'acqua gelida tra le risate soffocate del gruppo. 

Mentre il Vendicatore in Nero, Wayne, e il nostro Padre Orso, Rowan, insieme a Seyonn decidono di sfidare la sorte all'interno delle bolle d'acqua, Tequila e il giovane Robin Coconut Estrown preferiscono la relativa stabilità di un barchino a fondo piatto, spingendosi con una pertica di quasi sei metri mentre la giumenta Regina Nera nuota stoicamente al loro fianco, sbuffando come un cinghiale in mare aperto. 

La nostra spedizione così si divide, come ci si aspetterebbe da ogni buon party! 
Tequila e il vecchio scudiero di Wayne incappano in una grotta dove dodici prigionieri, Cultisti dell'Onda Schiacciante con simboli cicatrizzati sulla fronte, sono stipati in una gabbia di ferro immersa nell'acqua e lottano per non affogare; nonostante il tradimento sia nell'aria, Tequila decide di mostrare clemenza e usa la forza di Regina Nera per trascinare la gabbia a riva. Peccato che non appena la porta viene forzata dal giovane Robin, i sopravvissuti ci saltano addosso con ingratitudine gridando eresie in nome di Gar Shatterkeel, costringendo la nostra maga a una dura lezione di realismo mentre li ricaccia in acqua a calci e minacce. 

Nel frattempo, l'altra metà del gruppo scivola lungo rapide pericolose fino a una caverna avvolta da una gelida foschia dove il terribile Brivido Guercio, un torturatore dal petto nudo e l'occhio mancante noto anche come "Occhio dell'Angoscia", tormenta poveri disgraziati appesi alle pareti circondato da ridacchianti Mephyt del Ghiaccio. Wayne Kersey, dimostrando la determinazione eroica che ormai lo definisce, invoca una protezione contro il freddo e si proietta nel cuore della mischia con un Misty Step, affrontando il boss e le sue immagini speculari con una furia che solo un Paladino di Hoar può manifestare, mentre Seyonn abbraccia la sua natura mutaforma diventando un polpo gigante capace di ghermire i piccoli diavoletti ghiacciati con i suoi tentacoli possenti. Rowan scatena fiamme divine, che inceneriscono i Mephyt in un'esplosione di vapore e frammenti cristallini, sentendo la voce di Tyr che gli impone di salvare ogni anima presente con una solerzia mai vista prima. 

Mentre la battaglia volge al termine con la sconfitta del Brivido Guercio, travolto dai colpi pesanti di Wayne e della mazza Light Bringer di Rowan, una nuova minaccia emerge dai flutti dietro il barchino di Tequila: una piovra gigante tenta di ghermire la principessa, ma lei reagisce con una maestria arcana devastante, scatenando una tripla raffica di raggi roventi che trasforma il predatore in un gigantesco polpo bollito nel giro di pochi istanti. 

In questo scenario di vittoria e cenere, veniamo raggiunti dai cavalieri di Valoria guidati dal Comandante Meeno Estrown, che ci aiuta a mettere in sicurezza i prigionieri feriti; è in questo momento di pace che accade l'inspiegabile: l'armatura di Rowan comincia a brillare di una luce purissima e il simbolo di Valoria rivela al suo interno un'incisione segreta, una foglia di frassino intrecciata a una bacca di sorbo, lo stesso identico marchio che Wayne ritrova sulla propria spada. Scopriamo così che il padre di Rowan, l'umile ma abilissimo artigiano Ashen Storm, è l'autore della leggendaria lama del nostro paladino, unendo i fili del nostro destino in un nodo indissolubile proprio mentre il dio Tyr benedice l'armatura del chierico, aumentandone la protezione e la capacità di lenire le piaghe dei sofferenti; ora, con i sopravvissuti tratti in salvo e il legame tra Wayne e Rowan cementato dal sangue e dall'acciaio di Valoria, ci prepariamo a risalire, consapevoli che la nostra forza risiede tanto nella spada quanto nelle nostre radici comuni.

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