Cap. 51 - I prigionieri liberati, l'incontro con Halinaxus e il combattimento con Vanifer
Restiamo vigili nelle profondità del Colosso Gemente, mentre l'aria densa di calore ci schiaccia i polmoni e il riverbero della lava proietta ombre inquietanti sulle pareti di basalto, circondati dai prigionieri che abbiamo appena tratto in salvo: Carlos e Jarlee, mercanti carovanieri di Waterdeep che ancora tremano per la prigionia, la fiera Dirana dell'Onda Schiacciante, che ci fornisce una mappa dei Torrenti Tumultuosi, e Theresiel, un'elfa druida della luna che, riconosciuto il simbolo dell'Enclave di Smeraldo addosso a Robin, ci parla con voce rauca di semi sacri da portare all'Abbazia di Goldenfield.
La nostra Maga e Principessa di Valoria, Tequila, in un gesto di regale bizzarria che mescola altruismo e ironia, decide di affidare il suo famiglio Spritzy, che per l'occasione assume le fattezze di un gatto, ai mercanti affinché li guidi e durante la risalita verso la superficie. A proteggere i prigionieri liberati, ci penserà Stuzzafame (!), sorto come d'incanto quasi completamente nudo da una pozza di lava, accompagnato dai residui Cavalieri di Valoria, mentre il Comandante Meeno Estrown resta al nostro fianco, osservando con un misto di orgoglio e apprensione suo figlio Robin Coconut che impugna con rinnovata fermezza la sua spada Artiglio.
Saliamo al Fano dell'Occhio Elementale per riposare. Al risveglio, osserviamo Seyon risvegliarsi dalla sua meditazione scosso e madido di sudore, come se fosse appena fuggito da una battaglia invisibile che ha avuto luogo solo nella sua mente. Egli ci rivela di aver finalmente ricomposto alcuni dei frammenti che lo tormentano, riportandoci con le sue parole a Morgard, la capitale di Loriaxis, un regno che la magia stessa sembra voler strappare alla nostra memoria collettiva. Nella sua visione, egli rivede se stesso da bambino mentre gioca felice in una piazza splendente, circondato da altri bambini, proprio di fronte a un palazzo di incredibile bellezza che rappresentava il cuore pulsante della sua civiltà. Tuttavia, la luce di quei ricordi idilliaci viene improvvisamente soffocata dall'oscurità: il palazzo, identificato come il Bastione dell'Alba, si trasforma davanti ai suoi occhi in una Torre Nera (o una fortezza cupa che egli chiama con incertezza "Ombrafulgido" o "Ombrafuligginoso"), diventando un luogo di dolore e un portatore di fani oscuri. Il nostro Druido delle Stelle accenna anche alle figure del Circolo dei Druidi di Loriaxis, confermando che la sua terra non è solo un vago sogno, ma un regno reale che è stato corrotto e trasformato in un baluardo delle tenebre. Questa visione, per quanto disturbante, ci ricorda che il male che stiamo affrontando ha radici profonde e che il destino del nostro compagno è indissolubilmente legato alla caduta di quella torre che un tempo splendeva sotto il sole.
Mentre ci prepariamo alla discesa finale verso il cuore del tempio, pronunciamo con solennità la parola magica "Cenere" e l'ascensore di pietra si rimette in moto, trascinandoci verso un livello dove il calore smette di essere fastidio per diventare tormento; qui Wayne Kersey, il nostro PalaNero, rifulge nella sua nuova armatura d'ebano mentre medita sui precetti di Hoar, sentendo il peso della missione per la figlia Elena Mya Kersey farsi sempre più concreto.All'improvviso, tra gli spunti di roccia e i fumi tossici, plana davanti a noi Halinaxus, un drago rosso che non ha ancora l'imponenza di un antico ma possiede una malvagità affilata come i suoi artigli; Wayne, dimostrando una diplomazia senza precedenti, negozia con la bestia offrendo gemme, seleniti e monete d'oro per evitare un conflitto inutile, convincendo Halinaxus a restare neutrale mentre noi ci dirigiamo a sterminare Vanifer e il Culto del Fuoco. Avanziamo sulla passerella sospesa sulla lava, dove le Salamandre e i Serpenti di Fuoco osservano la nostra marcia senza intervenire, anche perché hanno esaurito le loro lance, e superiamo la caverna circolare.
Ci ritroviamo in una titanica caverna dominata da un vasto lago di magma che ondeggia dolcemente, al centro del quale si protende un sentiero naturale di roccia grezza. Il percorso conduce a un solenne altare di pietra nera vetrosa, incorniciato da due pilastri ricurvi della stessa sostanza. Alle spalle dell'altare emerge dalla lava un colosso monumentale, ritratto in un’espressione di eterna agonia con fiumi di magma che sgorgano dagli occhi e dalla bocca spalancata. A coronare questa visione spettrale, un sole in miniatura circondato da scintille fluttua sopra la testa della statua, illuminando l'immensa cavità che si estende fino a trenta metri d'altezza.Davanti a noi si staglia finalmente Vanifer, la profetessa del fuoco, con la sua pelle rossa e le corna che sfidano il calore, mentre l'elementale Incinerat le ruota attorno come una tempesta di fiamme vivente; la battaglia scoppia quando lei grida "Sia lode al cuore di fuoco!" e un muro di fuoco taglia a metà la nostra avanzata. Ma Rowan, il nostro Padre Orso, compie un'azione di pura maestosità spirituale lanciando un incantesimo di Banishment che spedisce Incinerat direttamente nel piano elementale del fuoco, eliminando la minaccia più grossa con un solo gesto di fede incrollabile. Wayne si scaglia contro la profetessa come una saetta nera, colpendo Vanifer con un fendente critico che sprigiona la luce di Hoar, trafiggendo la sua carne e scatenando un'energia radiante che fa vibrare le fondamenta stesse del Colosso, dimostrando come il suo spirito sia ormai forgiato nella vendetta più pura.
Il Druido delle Stelle Seyon, nonostante la mancanza di luce astrale, incanala il potere del cosmo e scaglia un dardo radiante che colpisce la tiefling con precisione millimetrica, provando che la sua connessione con le costellazioni è più forte dei ricordi perduti di Loriaxis che ancora lo perseguitano. Quando Vanifer, ormai agonizzante, tenta un ultimo disperato teletrasporto nella lava per maledirci, Robin sferra il colpo di grazia che la trasforma in polvere; in quell'istante, la lama di Artiglio diventa incandescente, mutando forma e rinasce come Artiglio di Robin Estrown, un'arma leggendaria intrisa di fuoco che segna la sua definitiva maturazione guerriera sotto gli occhi commossi di suo padre Meeno. Recuperiamo il pugnale sacro Colpo Ardente, un oggetto che trasuda malvagità, e Tequila, con una padronanza arcana che fonde ingegno e prudenza, usa la sua Mano Magica per guidare l'arma all'interno del sole in miniatura che fluttua sopra il Colosso, scatenando un'implosione che sigilla per sempre il portale e mette fine all'influenza di Imix, il Principe del Fuoco, in questo mondo.Ci allontaniamo trionfanti verso l'alto, lasciandoci alle spalle il fragore del magma e la certezza che, nonostante la comicità dei nostri difetti, siamo diventati i veri flagelli dei culti elementali. L'implosione del portale, ha interrotto il collegamento tra il mondo materiale e il piano elementale del fuoco. Questo significa che il principe elementale Imix non può più interagire direttamente con questo piano o influenzare le menti dei presenti; infatti, tutti coloro che sentivano la sua voce ossessiva nei propri pensieri avvertono un immediato senso di sollievo e silenzio. Il drago rosso Halinaxus, vedendo che Vanifer è stata sconfitta e il portale chiuso, decide di onorare il patto di non interferenza stretto con Wayne e si allontana in volo, abbandonando il Colosso Gemente: l'energia residua del portale è svanita, lasciando il Colosso come una silente tomba di basalto e lava.




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