domenica 1 marzo 2026

I Principi dell'Apocalisse 35

 Cap. 54 - Il boss dei torrenti tumultuosi e la facile sconfitta di Olhydra da parte di Tequila.

L'odore acre del salmastro e il rombo sordo di una cascata infinita ci accolgono in questa grotta ciclopica, dove il destino sembra volerci annegare in un vortice di follia elementale. Avanziamo con cautela, ma Wayne, guidato da una spavalderia che rasenta l'incoscienza, si spinge oltre, fino a toccare un globo pulsante d'acqua che pare volerlo risucchiare nelle profondità del Piano dell'Acqua. Mentre cerchiamo di capire come non affondare miseramente con le nostre pesanti armature, Wayne intraprende un dialogo surreale con una voce ancestrale che risuona direttamente nella sua mente: è Olhydra, la Principessa del Male Elementale, che gli mostra visioni apocalittiche di un mondo sommerso dove ogni creatura striscia con le branchie. Wayne, con il suo solito carisma sgangherato, non si scompone, dichiarando di essere un emissario di Hoar e minacciando di distruggere il principe elementale stesso se oserà ostacolare la sua volontà.

Il richiamo dell'abisso però è forte e Wayne, cedendo stranamente a una dominazione mentale che ormai accetta quasi come una routine, si volta verso di noi con gli occhi lucidi di un fervore innaturale, urlando a Robin di consegnargli "Annegamento", il famigerato tridente maledetto,  convinto che consegnarlo al principe elementale sia la mossa vincente per ottenere delle comode branchie per tutti noi. Tequila, agisce nell'ombra usando una magia di illusione per trarre in inganno il paladino dominato e sottrarre l'arma sacrilega dalle sacche di Robin, scomparendo alla vista mentre un duplicato di lei stessa danza tra i flutti per distrarre i nemici.

Robin, stretto nella sua armatura di piastre che lo trascina a fondo come un sasso, cerca di resistere mentre la sua cavalcatura, più saggia del padrone, tenta disperatamente di tenerlo a galla. È in quel momento che dalle acque torbide emerge l'orrore: Yngukulub il Divoratore, un Aboleth ripugnante circondato da servitori crostacei, i Chuul, pronti a stritolarci tra le loro chele.

Lo scontro esplode in un turbinio di bolle e sangue. I Chuul scattano con una velocità innaturale, cercando di trascinare Robin e Wayne negli abissi, mentre un Elementale dell'acqua e dei Coccodrilli giganti si uniscono alla danza macabra. Seyonn interviene con una saggezza stellare, evocando un raggio lunare che squarcia l'oscurità subacquea. Il bagliore del "Moonbeam" investe i nemici, bruciando la carne dell'elementale e incenerendo uno dei Chuul, mentre Wayne, finalmente libero dal giogo mentale grazie al dolore inflitto dai suoi stessi compagni, scatena la sua furia divina. Con un colpo critico devastante, la spada di Wayne trapassa il cranio di un altro Chuul, facendolo esplodere in una nuvola di sangue bruno che oscura la vista.  Robin, purtroppo, cade sotto il controllo del Divoratore e si scaglia contro il suo mentore con la spada fiammeggiante.

Mentre Tequila, in un momento di puro eroismo, lanciando il Tridente riesce a chiudere il portale di Olhydra. Grazie al suo intervento, si spezza il legame psichico di Robin, che rinvigorito dalle cure di Padre Orso, si scaglia contro l'Aboleth con una serie di fendenti feroci, mentre Wayne cavalca il suo destriero verso il mostro tentacolato, colpendolo ripetutamente finché l'essere non rantola nel fango del lago mettendo fine al regno del Divoratore, le cui membra si arricciano e sprofondano nel buio.

Tequila, presa da entusiasmo, decide di lanciare un incantesimo di grande stile per finire i nemici rimasti. Peccato che, nel calcolare la traiettoria con precisione millimetrica, finisca per scivolare su una chiazza di muco lasciata dall'Aboleth e finendo per baciare il terreno con il naso, lanciando così il dardo magico direttamente contro un povero coccodrillo che passava di lì per caso, lasciando noi a chiederci se la sua corona sia solo un ornamento per nascondere i bernoccoli.

Alla fine, con il cuore ancora in gola e le vesti inzuppate, ci guardiamo intorno speranzosi, pronti a raccogliere i frutti di tanta fatica e pericolo. Ispezioniamo ogni anfratto della grotta fangosa, setacciamo il fondo melmoso del lago e frughiamo persino tra i resti disgustosi dei mostri abbattuti. Peccato che, nonostante l'epica battaglia e il rischio di annegamento, l'unica cosa che troviamo sia un mucchio di fango, ossa vecchie e alghe puzzolenti, lasciandoci con le tasche vuote e l'amaro in bocca.

I Principi dell'Apocalisse 34

 Cap. 53 - Esplorazioni dei torrenti tumultuosi, l'idra e i relitti... poi Wayne va dal boss per solarlo.

Avanziamo con circospezione tra i Torrenti Tumultuosi, dove l'umidità del Sottosuolo ci penetra fin nelle ossa e il fragore delle acque profonde sei metri rimbomba contro le pareti cariche di muschio, navigando chi su bolle d'aria e chi su un barchino di fortuna spinto da una pertica di sei metri. Tequila e Robin sembrano vivere in una bolla tutta loro, un idillio fatto di sguardi teneri e promesse sussurrate che stona magnificamente con il puzzo di carogna che aleggia nelle grotte, e un cavallo che nuota al loro fianco e che sembra l'unica creatura seria della compagnia.

Dopo aver strappato diverse anime dalle grinfie del torturatore Brivido Guercio, l’Occhio dell’Angoscia, e aver visto l'armatura di Padre Orso, il nostro Rowan Storm, risplendere del potere etereo di Tyr, ci imbattiamo in un cadavere che galleggia a faccia in giù accanto a un'isola di stalagmiti. Wayne usa la pertica per voltarlo con la stessa delicatezza con cui si girerebbe una bistecca troppo cotta, rivelando un iniziato dell'Onda Schiacciante con il simbolo del culto dell'Acqua brutalmente inciso sulla fronte; in un eccesso di zelo e per evitare che il morto ci riconosca come nemici durante l'interrogatorio, il giovane Robin strappa gli occhi al cadavere con un gesto che farebbe inorridire un santo, permettendo a Rowan di lanciare un solenne Speak with Dead. Lo spirito ci sussurra di chiavi a forma di rettangolo e rombo che aprono cancelli sommersi e manette arrugginite, avvertendoci di creature che paralizzano e sventrano nascoste dietro stalagmiti simili a uno "zoccolo di mofetta", suggerendoci di seguire la corrente per trovare il portale. 

Tequila invia il polpo Spruzz a perlustrare cunicoli infestati dal fetore di Ghouls e di un famelico Ghast dalla lingua lunghissima intenti a sgranocchiare ossa, ma noi decidiamo saggiamente di tagliare le corde di un tamburo d'allarme per non allertare l'intero complesso prima di proseguire. Una porta segreta sommersa ci conduce in una camera nascosta dominata da un trono di corallo e conchiglie dove poggia un prezioso corno di narvalo tempestato di zaffiri. In questa stanza segreta, Tequila afferra il corno e, vedendolo brillare, cade in una trance mistica convincendosi di essere diventata l'araldo di una divinità cosmica pronta a ricevere segreti planari millenari per la salvezza del Faerûn, peccato che quella visione non sia altro che una sorta di "diretta streaming" arcana che le mostra tre uomini-pesce intenti a officiare una noiosa cerimonia di iniziazione con delle alghe sulla testa per un improbabile "Nuovo Gar". 

Dopo un riposo ristoratore nella tana di una piovra gigante, dove Tequila e Robin si distraggono durante l'ultimo turno di guardia fissandosi intensamente, raggiungiamo un'immensa caverna dove piove misteriosamente dal soffitto e i relitti dei velieri, tra cui il mercantile calishita Tethyrian, giacciono come carcasse di balene. All'improvviso, un'Idra a cinque teste emerge dai flutti con furia primordiale, ma noi rispondiamo come un sol maglio: Seyonn scatena un Cone of Cold che congela le acque e le carni del mostro, dimostrando una padronanza degli elementi che sfida la sua memoria confusa, mentre Tequila scaglia un Blight devastante che fa appassire uno dei lunghi colli. Padre Orso invoca un Flame Strike che squarcia l'oscurità e un Guardiano della Fede che risplende della luce di Tyr per proteggere i nostri fianchi, mentre Robin compie un'impresa leggendaria sferrando un colpo critico intriso di potere divino che mozza le teste della bestia, cauterizzandole con la sua lama fiammeggiante sotto lo sguardo fiero del Comandante Meeno Estrown. 

Una volta abbattuto il colosso, Wayne Kersey dà prova di un'abilità insospettabile usando il suo pugnale per scassinare un forziere con un inatteso successo, recuperando migliaia di monete d'oro, rubini, un diamante colossale da cinquemila monete e una misteriosa Giara Alchemica, mentre tra le ossa di un pirata il giovane Robin recupera la Corazza di Scaglie del Marinaio. 

In un momento di pura bizzarria, dopo aver tentato invano di scovare porte segrete colpendole con un gessetto, Wayne decide di defecare in un angolo della caverna insieme alla sua giumenta Regina Nera, prima di essere colto da un impeto di quella che lui chiama "mascolinità tossica": per dimostrare il suo valore ai compagni, il paladino della vendetta decide di lanciarsi nel vortice centrale della caverna, sparendo nel nulla e costringendo Rowan Storm a usare ogni briciolo del suo potere su Control Water per impedire che anche Tequila e Seyonn vengano risucchiati dalla corrente impetuosa. Mentre noi restiamo a riva col cuore in gola, Wayne riemerge da solo nel Nodo dell'Acqua, un santuario di globi fluttuanti e coccodrilli giganti, dove una voce inquietante gli chiede "sei venuto a offrirsi in sacrificio?", lasciandolo ad affrontare il suo destino da solo contro visioni di un mondo sommerso popolato da murloc mentre noi cerchiamo freneticamente un modo per raggiungerlo in questo abisso senza fine.

I Principi dell'Apocalisse 35

 Cap. 54 - Il boss dei torrenti tumultuosi e la facile sconfitta di Olhydra da parte di Tequila. L'odore acre del salmastro e il rombo s...