Cap. 43 - Esplorando il fano, il colosso, il tempio della terra
Siamo chiusi in questi sotterranei da ventidue giorni e ormai abbiamo davvero perso il conto del tempo, tra un riposo breve e una preghiera alla triade.
Seyon appare preoccupantemente pallido: la sua natura astrale soffre per la mancanza cronica di luce stellare, mentre Tequila è troppo distratta da Robin, o meglio, del tridente che porta con sé, per prendere appunti precisi sul suo taccuino. Nel frattempo, la testa di Wayne è un vero e proprio mercato rionale: tra i suoi tre dei e il nuovo patrono, riceve istruzioni contrastanti e tutti iniziano ad essere seriamente preoccupati della sua tenuta mentale.
Mandiamo Spritzy pipistrello (Sritzystrello!) in avanscoperta, per capire quale sia la miglior direzione da prendere, ma viene seccato da un incazzusissimo Razorblast che lo incenerisce a vista.
Continuiamo l'esplorazione del Tempio della Fiamma Eterna senza grandi scossoni, e particolari incontri significativi, tranne nel momento in cui dobbiamo attraversare un corridoio adornato da statue naniche.
Seyon dimostra una crescita incredibile nella sua capacità di percepire il pericolo: è lui a individuare un cavo teso tra le statue di nani combattenti che noi stavamo per ignorare. Wayne, nel suo nuovo ruolo di Lockadino, decide di scavalcare la corda con spavalderia ma finisce per inciampare col piede sinistro; solo una fortuna sfacciata impedisce a un'ascia bipenne a molla di affettarlo, lasciando solo un solco nel pavimento.
Arrivati in una stanza presidiata da Ogre e Mezzi-Ogre, decidiamo di non usare la forza ma l'ingegno (e una buona dose di faccia tosta). Wayne prende le redini della trattativa e ci spaccia per una squadra di manutenzione inviata dalla capitana Lyzzie per riparare un muro crollato. Con una maestria degna di un attore consumato, discute di cartongesso, convincendo i giganti a lasciarci lavorare. Mentre i mostri si distraggono, Wayne compie un'azione decisiva: scova uno scrigno nascosto tra i detriti contenente monete di platino, alessandriti e pozioni.
Proviamo a convincere gli Ogre ad unirsi a noi e ad andare in avanscoperta, e addirittura combattere contro i Cultisti, ma senza grande successo, così scendiamo solo noi.
Mentre esploriamo il Fano dell'Occhio, un dedalo di grotte naturali che persino i nani hanno faticato a mappare, ci rendiamo conto che Vanifer è scesa ancora più in basso.
L'atmosfera si fa epica quando entriamo in una vecchia miniera abbandonata. Quattro Spettri emergono dalle pareti carichi di rancore. Wayne fa risplendere la sua mazza Lightbringer con una luce solare accecante, disintegrando un non morto con un colpo critico intriso di potere divino. Robin, trascinato dall'entusiasmo e dalla giovinezza, non resiste alla vista dei vecchi carrelli minerari: salta sui binari e inizia a spingere come se fosse alle giostre, finché non si schianta contro un muro.
Raggiungiamo poi un nuovo tempio dove Tequila compie la scelta più importante per la sua crescita tattica: invece di scatenare fiamme, usa la sua magia per trasformarsi in Serafina, la procace luogotenente del culto. Peccato che... no, la sua interpretazione è impeccabile e riesce a soggiogare i Guerrieri della Terra, ottenendo informazioni vitali su Marlos, il Profeta della Terra, che è sceso verso il Geode Nero.
Il momento più solenne, però, si trasforma rapidamente in farsa. Entriamo nella cripta di Hendrel Foebreaker, un eroe nanico, dove un'energia positiva ci avvolge regalandoci una vigoria sovrumana. Mentre Padre Rowan e gli altri restano in rispettoso silenzio, Wayne cede alle voci nella sua testa che gli ordinano di "prendere tutto". Apre il sarcofago e, in un tentativo grottesco di manipolare le spoglie mummificate del nano per cercare segreti, applica troppa forza e spezza accidentalmente le ossa del defunto. Terrorizzato dal sacrilegio commesso, richiude tutto in fretta e furia fingendo di guardare con interesse il corridoio mentre noi torniamo nella stanza. La nostra missione prosegue nel buio, tra l'odore di muffa e il suono di ossa rotte che ancora riecheggia nei nostri incubi



Nessun commento:
Posta un commento