Cap. 49 - La discesa nel Colosso Gemente: Razorblast, Fire Giant e Roper di magma.
Giunti finalmente di nuovo al Fano dell'Occhio, pronunciamo la parola arcana "Cenere" (senza "Brace", che è il comando per salire! Vero Stan??) e il disco di pietra ci trascina nelle profondità soffocanti del Colosso Gemente, dove l'aria vibra per il calore e la lava ribolle a pochi centimetri dai nostri stivali, segnando l'inizio di una discesa che mette a dura prova i nostri nervi e la nostra stabilità.
In questo inferno sotterraneo, assistiamo a un fenomeno inquietante: Tequila viene colpita da un improvviso mancamento tra le braccia di Robin e riceve una visione profetica che ci avverte di tenere le armi dei profeti "lontane dal varco che attende il vuoto arcano", poiché solo così il potere del male elementale potrà essere ridotto in cenere.
In quel momento, la nostra incantatrice si sente investita di una sacralità cosmica, convinta di essere diventata il recettore prescelto di segreti divini, peccato che per il resto di noi sia stato solo il suo deretano a fungere da antenna per captare messaggi confusi mentre lei giaceva svenuta.
Non abbiamo però tempo per le risate, perché un Razorblast sorveglia la zona: Seyon mostra la sua crescita nel controllo delle forme primordiali trasformandosi in una maestosa Aquila Gigante Celestiale, planando silenzioso dietro il nemico, mentre Rowan dimostra una vigoria fisica mai vista prima, calzando i Guanti del Potere Orchesco e impugnando Lightbringer per colpire con una forza che fa tremare le pareti di basalto. In un impeto di coraggio inaspettato,
Tequila sguaina il suo temibilissimo pugnale e sferra la sua prima coltellata dopo mesi di avventure, squarciando la difesa del nemico tra il nostro stupore generale. Ma l'eroismo si trasforma subito in farsa quando Robin, nel tentativo di eseguire un suplex leggendario per scaraventare il Razorblast nella lava, fallisce la presa e precipita lui stesso nel magma bollente; il calore atroce investe il ragazzo, facendolo gridare mentre la pelle brucia e l'armatura diventa rovente, finché Wayne non interviene con un tiro di forza prodigioso, ripescandolo dalle fiamme prima che il fuoco lo consumi del tutto.
La battaglia si infittisce quando un Flame Wrath scaglia una Fireball devastante che ci avvolge in un'esplosione di fiamme, ma la determinazione di Wayne è incrollabile: avvolto nel suo nuovo mantello nero da vendicatore, incassa il colpo e martella i nemici con colpi di disprezzo divino alimentati dalla forza di Hoar. Mentre Tequila trova una piastra d'ottone sulla parete e la schiaccia, facendo emergere delle piattaforme dalla lava per darci respiro, un Gigante di Fuoco si alza dal suo giaciglio e ci bersaglia con rocce colossali che colpiscono Wayne con un impatto brutale, lasciandolo ammaccato ma ancora in piedi, mentre Robin vive un altro momento di sventura vedendo la sua spada Artiglio sfuggirgli di mano e volare lontano tra le rocce.
Rowan funge da pilastro del gruppo, invocando un Guardiano della Fede e scatenando energie curative che leniscono le nostre bruciature profonde e ci ridanno vigore, permettendo a Seyon di mantenere la sua concentrazione e di colpire il gigante con fulmini stellari e dardi di freddo che ghiacciano la pelle rovente del colosso.
Dopo aver abbattuto il gigante e i sacerdoti, Wayne compie una scelta che segna la sua evoluzione come guida spirituale: cattura l'ultimo superstite, Kyle (detto Wulcar), e invece di giustiziarlo lo converte alla via della vendetta di Hoar, imprimendogli un marchio magico sulla fronte e mandandolo verso Phandalin come un uomo nuovo. La nostra curiosità però ci tradisce quando Robin suona un gong di bronzo, risvegliando un Molten Magma Roper, un fustigatore di magma dalle dimensioni spaventose che ci ghermisce con tentacoli lunghi quindici metri; Wayne riesce a scampare alla morsa letale grazie a un rapido Misty Step, mentre Robin viene afferrato per il collo e quasi trascinato nell'abisso, riuscendo a liberarsi solo con un ultimo sforzo disperato prima che le spire infuocate lo stritolino. Fuggiamo verso l'alto, con i polmoni che bruciano per i fumi tossici e la consapevolezza che ogni nostra gesta, per quanto maldestra, ci sta portando sempre più vicini al cuore dell'apocalisse.



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